Mind the Bridge Italy Tour: ecco com’è andata la tappa torinese

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“Quello che più colpisce della Silicon Valley è la facilità con cui le cose accadono. Questa informalità dei rapporti aiuta tantissimo, circolano tante idee e quindi è più facile fare innovazione”. Alberto Onetti, del team di Mind the Bridge e chairman della tappa torinese dell’Italy Tour 2010 di MtB, riassume in poche parole l’atmosfera contagiosa che si respira in Silicon Valley, terra promessa per le startup selezionate nella Business Plan Competition (BPC).

Tappa importante di avvicinamento alla fase finale si è tenuta giovedì 10 all’I3P del Politecnico di Torino, in collaborazione con TOP-IX, con l’intento di stimolare una nuova cultura all’interno dell’imprenditoria italiana.
Nel corso della mattinata largo all’“education”: come fare una startup, come scrivere un business plan, come funziona e cosa cerca un venture capital, come funziona quel particolare ecosistema che è la Silicon Valley e qual è la situazione in Italia, oggi. “C’è un incredibile bisogno di nuove imprese, che producano nuove tecnologie – spiega Onetti –. Più in generale serve una nuova cultura d’impresa attenta ai paradigmi dell’imprenditorialità internazionale, che crei un nuovo legame tra chi sviluppa scienza e tecnologia dentro le università e chi invece ha un profilo più manageriale”.

In questa direzione si muove Mind the Bridge, che guarda agli Stati Uniti, e alla Silicon Valley in particolare, come terreno fertile per far crescere startup italiane, ma, come cita il claim “Trip to Silicon Valley and Back”, con un approccio opposto rispetto al temuto fenomeno della “fuga dei cervelli”. “Non vogliamo spolpare l’Italia del buono che c’è, ma diffondere la cultura dell’innovazione in Italia – garantisce Alberto Onetti –. Il nostro modello è quello di sviluppare innovazioni italiane, aiutarle a trovare capitali, in Italia e/o all’estero, ma con l’idea di tenere la ricerca e lo sviluppo in Italia. L’esempio è quello di Funambol, che ha trovato 25 milioni di dollari di venture capital negli Stati Uniti, ma ha un centro di sviluppo a Pavia dove ci sono 50 ingegneri che lavorano e sviluppano software”.

Dopo i consigli, nel pomeriggio si è passati all’atto pratico, con una sessione del Gym, il programma di mentorship che MtB svolge ogni anno in Silicon Valley con le aziende ammesse alla fase finale. Le 5 startup selezionate per l’appuntamento torinese hanno avuto 10 minuti a disposizione per presentare la propria idea e il proprio business plan ad un panel di potenziali investitori ed imprenditori. Dopo ogni presentazione, sono seguiti 30 minuti di discussione pubblica, franca, critica, ma sempre e comunque costruttiva. L’obiettivo di Mtb è di migliorare, non distruggere.

Grande entusiasmo, voglia di migliorare, ma anche un attaccamento, a volte eccessivo, alla propria idea di partenza – che talvolta ha portato a “difendersi” dai suggerimenti, piuttosto che accettarli –, sono gli elementi che hanno accomunato i cinque relatori che si sono alternati durante il Gym.

Nell’ordine:
WeSport lancia l’idea di un sito internet che aiuti gli utenti a trovare partner per le proprie attività sportive:
URList propone un’applicazione web che permette di creare liste di link a diversi siti, oltre ad accorciarne la lunghezza;
– il portale web di IntervieWeb offre servizi di interazione e videocomunicazione tra aziende e candidati in cerca di lavoro;
Makoo si propone di portare on-line i giochi di ruolo con carte da collezione;
Visual Sport permette a scommettori e giocatori di fantacalcio di visualizzare in maniera rapida ed efficace, dati e statistiche.

Tutte idee potenzialmente interessanti. Tutte necessitano di alcuni aggiustamenti. Gli aspetti su cui si sono rivelate più deboli sono la mancanza di focalizzazione dell’attività (spesso si vuole fare troppo, ponendosi obiettivi troppo ambiziosi, che generalmente lasciano un po’ interdetti i potenziali investitori) e business model un po’ troppo deboli o poco chiari (tenendo bene a mente che un investitore punta almeno a decuplicare il proprio investimento iniziale, nell’arco di tempo concordato: se non siete in grado di produrre questo tipo di sviluppo, ripensate il vostro modello!).

Per partecipare alla Business Plan Competition (BPC) la dead line è il 31 luglio 2010.
Le startup selezionate parteciperanno al MtB Venture Camp di Milano il 5 e 6 novembre 2010 e da lì usciranno i finalisti che partiranno per il “Trip to Silicon Valley and Back”.